Gli Obiettivi che scriviamo ma che poi molliamo!

42 minuti in meno: la maratona che mi ha cambiato dentro
Domenica 22 marzo ho corso la Maratona di Roma.
La mia terza maratona.
42 chilometri.
Ma questa volta non è stata una gara.
È stata una resa dei conti.
Quegli obiettivi che scriviamo… e poi lasciamo andare
A inizio anno mi ero dato un obiettivo.
Di quelli che scriviamo il 1° gennaio.
Con entusiasmo. Con convinzione.
E poi?
Poi arriva la vita.
Il lavoro che accelera.
Gli imprevisti.
La stanchezza.
Le giornate storte.
E quell’obiettivo, piano piano, smette di essere importante.
Non sparisce.
Semplicemente lo lasciamo andare.
La verità è che non è una questione di capacità.
È una questione di tenuta mentale.
Io quell’obiettivo non l’ho lasciato andare
Non sempre è stato facile.
Non sempre avevo voglia.
Non sempre avevo energia.
C’è stata una fascite plantare che mi ha fatto dubitare.
Ci sono stati giorni in cui il corpo non rispondeva.
Ci sono stati momenti in cui la testa diceva:
“Fermati.”
E poi ci sono quelle cadute emotive che non racconta nessuno.
Quelle in cui perdi ritmo.
Perdi fiducia.
Ti chiedi se ne vale la pena.
Ma ho continuato.
Non perfetto.
Non lineare.
Ma costante.
Il risultato
Quando ho tagliato il traguardo, il tempo diceva una cosa chiara:
42 minuti in meno rispetto alla mia ultima maratona.
42 minuti.
Non è un miglioramento.
È un salto.
E no, non è stato solo allenamento.
È stata la mente.
La vera gara non è contro il cronometro
La vera gara in una maratona non è contro il tempo.
È contro la voce che, a un certo punto, arriva sempre.
Quella che ti dice:
“Rallenta.”
“Non ce la fai.”
“Basta così.”
Arriva quando sei stanco.
Arriva quando il corpo inizia a cedere.
Arriva quando sei solo.
E lì succede qualcosa che vale per tutto nella vita.
Hai due strade:
ascoltarla
oppure andare oltre.
Non è un gesto eroico.
È una scelta.
Ripetuta.
Chilometro dopo chilometro.
La lezione della maratona
La maratona ti insegna una cosa che nessun libro può spiegarti davvero:
non vinci quando sei forte.
vinci quando sei stanco.
Non vinci quando hai energia.
vinci quando vuoi mollare.
Non vinci quando tutto gira bene.
vinci quando qualcosa si rompe… e continui lo stesso.
E questa non è una lezione che resta sulla strada.
È una lezione che ti porti ovunque.
Nel lavoro
Quante volte inizi un progetto con entusiasmo…
e poi lo lasci a metà?
Non perché non funzioni.
Ma perché diventa difficile.
Perché arrivano problemi.
Perché serve più impegno del previsto.
La maratona ti insegna questo:
non è il momento in cui inizi che conta.
È il momento in cui vorresti fermarti… e continui.
Nel lavoro è lì che si crea il valore.
Non quando tutto è semplice.
Ma quando diventa complesso e tu resti.
Nella vita personale
Anche nelle relazioni è uguale.
All’inizio è facile esserci.
È naturale. È spontaneo.
Ma poi arrivano le difficoltà.
Le incomprensioni.
La stanchezza.
E lì hai due opzioni:
mollare
oppure restare e lavorarci.
La maratona ti abitua a questo.
A non scappare quando diventa scomodo.
In famiglia
Essere presenti è facile quando hai tempo.
È più difficile quando sei stanco.
Dopo una giornata piena.
Dopo mille pensieri.
Dopo aver dato tanto fuori.
Eppure è lì che conta davvero.
La maratona ti insegna a dare anche quando senti di non avere più.
Non perché sei obbligato.
Ma perché hai scelto.
Un esercizio semplice
Prendi un obiettivo che hai lasciato indietro.
Uno che ti stava a cuore.
Chiediti:
- L’ho davvero deciso… o ci ho solo provato?
- Mi sono fermato perché era impossibile… o perché era scomodo?
- Sono disposto a riprenderlo anche senza entusiasmo?
Scrivilo.
Perché la chiarezza crea responsabilità.
Una verità che non puoi ignorare
La maggior parte delle persone non fallisce per mancanza di talento.
Fallisce perché molla nei momenti in cui servirebbe restare.
E quei momenti arrivano sempre.
Nello sport.
Nel lavoro.
Nella vita.
42 minuti in meno
Non sono solo un numero.
Sono il risultato di tutte le volte in cui avrei potuto mollare…
e non l’ho fatto.
Sono il risultato di una scelta semplice, ripetuta nel tempo:
andare avanti anche quando non è comodo.
Una domanda finale:
C’è qualcosa nella tua vita che hai lasciato andare troppo presto?
Forse non era il momento di fermarti.
Forse era il momento di resistere un chilometro in più.
Perché alla fine, nella maratona come nella vita,
la differenza non la fa chi parte meglio.
La fa chi non si ferma quando diventa difficile.
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Antonio d'Ecclesia - Business Coach
Mi chiamo Antonio d’Ecclesia e da oltre 20 anni lavoro nel mondo delle vendite, della consulenza e dello sviluppo delle persone. Sono imprenditore, business coach certificato dalla Society of NLP™ – Richard Bandler e fondatore di LionCredit.it.
Nel mio lavoro aiuto persone che vogliono migliorare i propri risultati professionali, avere maggiore chiarezza nelle decisioni e vivere il lavoro con più equilibrio e soddisfazione. Professionisti, venditori, imprenditori e lavoratori che sentono di poter fare di più, ma vogliono farlo con metodo, lucidità e direzione.
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